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Messina: la città all’ingresso della Sicilia con “la più bella fontana del Cinquecento Europeo”

Messina Guida

Per molti turisti la città di Messina è il primo vero contatto con la Sicilia. Accolti dalla statua della Madonnina, opera in bronzo dorato alta sette metri e realizzata dallo scultore Tore Calabrò nel 1934, si arriva in traghetto al porto, dalla tipica forma di falce, da cui deriva il primo nome della città, quando fu fondata come colonia greca: Zancle.

La sua posizione strategica, davanti lo Stretto che porta il suo nome, porta d’accesso verso il resto d’Italia, ne hanno fatto una città storicamente importante, tanto da contendere per molti anni a Palermo il ruolo di capitale del Regno di Sicilia durante i domini svevo-angioino-aragonese.

Purtroppo molta della magnificenza di Messina è stata distrutta in due catastrofici terremoti, nel 1783 e nel 1983, quando la popolazione venne dimezzata, oltre che dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Ma la città resta tappa importante per il tour della Sicilia.

Messina deve il suo sviluppo al mare e, soprattutto, al porto, primo in Italia per numero di passeggeri in transito. Nel centro storico c’è il Duomo con la grande piazza antistante dove è possibile ammirare la Fontana di Orione: elegante e imponente, rappresenta il trionfo di Orione che secondo la mitologia è il fondatore della città. Per lo storico statunitense Bernard Berenson si tratta della più bella fontana del Cinquecento Europeo. E chi siamo noi per smentirlo?

Il Duomo, ricostruito dopo il terremoto sulla base di quello normanno, presenta un campanile con un bellissimo orologio astronomico animato, considerato tra i più complessi del mondo: le statue, in bronzo dorato, si muovono a mezzogiorno con un sistema di contrappesi: uno spettacolo che è possibile ammirare dalla piazza.

Altra chiesa importante della città è quella di epoca normanna della Santissima Annunziata dei Catalani, che secondo alcuni storici fu edificata sopra i resti di un tempio dedicato a Nettuno.

Di stile neoclassico è Palazzo Zanca, sede del Comune, che si estende per ben 12.000 mq.: il suo nome deriva dall’architetto palermitano Antonio Zanca, che ne curò la ristrutturazione dal 1914 al 1924.

Il Teatro Vittorio Emanuele II, inaugurato nel 1852, presenta all’interno un imperdibile gruppo scultoreo in marmo, intitolato Il tempo che scopre la Verità a Messina, realizzato da Saro Zagari nel 1847.

Immancabile una visita al Museo Regionale, soprattutto se si è amanti della pittura. Tra le opere esposte, infatti, ci sono la Resurrezione di Lazzaro e l’Adorazione dei Pastori di Caravaggio, oltre che il Polittico di San Gregorio e la Madonna col bambino benedicente e un francescano in adorazione di Antonello da Messina.

Nelle giornate di caldo, ma non solo, conviene refrigerarsi con una granita: a Messina e in tutta la sua provincia mangerete le più buone d’Italia.

Messina regala un magnifico scorcio di quello che è possibile trovare in tutta la Sicilia: e questo è solo l’inizio di un incredibile viaggio.

Nel nostro sito potrete trovare i migliori agriturismi della provincia messinese.


Articolo tratto dalla guida Agriturismo e turismo rurale 2019/2020.